l’Italia raggiungerà l’Europa che conta ne è convinta Oxatis, società francese che sta provando a lanciare anche nel nostro Paese il proprio modello di commercio elettronico ad abbonamento. L’importante è far capire quali sono i vantaggi della vendita online.
solo questione di tempo. Presto o tardi anche il nostro Paese avrà un numero consistente di piccole e medie aziende che fanno affari sul Web. E’ quanto sostiene Oxatis, società francese che da qualche tempo sta provando a far conoscere anche nel nostro Paese il personale sistema di e-commerce ad abbonamento, per voce del suo fondatore e direttore generale Marc Schillaci: “L’e-commerce deve essere prima accettato, e le piccole imprese italiane stanno comprendendo solo ora il vantaggio e le opportunità offerte dal web. Certo il divario dal resto d’Europa è ancora elevato: le Pmi italiane che vendono i propri prodotti in Rete sono circa un decimo rispetto a quelle francesi (40.000) e un cinquantesimo di quelle inglesi (200.000), ma è un ritardo più che una distanza”.
Ora più che mai è necessario fare cultura. “Il nostro primo obiettivo, rivela il responsabile, è quello di trasmettere in modo chiaro alle piccole aziende le opportunità dei differenti modelli di gestione dell’e-commerce. Non bisogna parlare difficile; alle Pmi non interessa sapere quanti gigayte di spazio avranno a disposizione, ma capire se potranno o meno raggiungere i propri obiettivi di vendita”.
Anche per questo, Oxatis è convinta che la strada migliore da seguire sia quella dell’e-commerce on demand, un abbonamento rinnovabile di mese in mese che includa tutto quello che serve alla piccola azienda per vendere in Rete: il software, lo spazio web, la connessione Internet, il supporto on-line e via dicendo. “È un sistema chiavi in mano non tecnico”, precisa Schillaci. In 24 ore possiamo dare a un’azienda la facoltà di vendere sul web, inserendo i prodotti a catalogo, integrando le offerte nei comparatori, attivando i sistemi di pagamento ed eventualmente acquistando gli adwords strategici”.
Il vantaggio di un modello chiavi in mano, sottolinea Schillaci, è tangibile anche per quanto riguarda le attività di gestione e manutenzione: “Spesso ci si chiede perché pur avendo costruito un bel sito di e-commerce non si riesce a vendere. Il problema, in molti casi, è che Google non è a conoscenza di quel sito, a volte i prodotti sono descritti poco e male, in altri casi ancora è sufficiente aumentare le promozioni, magari lanciando qualche offerta sulla consegna. Il nostro modello punta a risolvere questi problemi alla radice; e per comprendere meglio lo stato dell’arte di ogni singola realtà mettiamo a disposizione gratuitamente il nostro staff di advisor”.
Ma quanto tempo occorrerà quindi per metterci a pari con l’Europa che conta? “Potrebbero essere 3 anni o 6 mesi”, chiosa Schillaci, “nessuno ha la certezza in questo momento. Quel che si può dire è che il mercato ora è più maturo, e che le soluzioni – compresa la nostra – sono migliori”, dunque perché non scommettere su un’adozione più rapida?